|
|
 |
 |
POR Puglia 2000-2006 misura 1.6 - Linea di intervento 2
PIANO DAZIONE PER LA CONSERVAZIONE DEL CAPOVACCAIO e
azioni di conservazione del GRILLAIO, NIBBIO REALE e NIBBIO BRUNO
NELLA ZPS p-SIC AREA DELLE GRAVINE |
GRILLAIO
Falco naumanni Fleischer, 1818
Tassonomia
Specie monotipica con corologia eurocentroaisatico-mediterranea.
Distribuzione passata e presente
La distribuzione storica della specie è pressoché sconosciuta, in conseguenza della incompletezza di molti dati e dell'abitudine erratica nella nidificazione che caratterizza molte coppie (Glutz et al., 1971).
Inoltre, sebbene le colonie siano in genere facilmente visibili, molte nidificazioni possono essere passate inosservate e le stime complessive risultare in difetto. Fenomeni di marcato declino sono stati evidenziati per la Spagna, la Grecia, l'Ucraina, la Russia e, probabilmente, la Turchia, per la quale mancano dati omogenei (Tucker & Heat, 1994). Dato il forte decremento verificatosi negli ultimi decenni, la specie viene considerata Globally Threatened da Collar et al. (1994).
Attualmente nidifica a Sud del 55° parallelo, dalla Spagna fino alla Cina (Hollom et al., 1988). In Europa ha una distribuzione principalmente Mediterranea, con i maggiori contingenti in Spagna e Turchia.
In Italia si riproduce in Puglia, Basilicata, Sicilia, Sardegna e Toscana, Durante questo secolo ha nidificato anche all'Isola d'Elba e all'Argentario, e nelle isole di Pantelleria e Marettimo (Brichetti et al., 1992).
Habitat, Ecologia e Biologia di popolazione
Predilige aree aperte con clima caldo, con vegetazione bassa e spiazzi di terreno brullo dove predilige cacciare. In inverno (sverna nell'Africa australe) frequenta savana aperta. Necessita di buona abbondanza di Ortotteri e Coleotteri. Le colonie possono contenere 100-200 nidi, ma non sono inusuali situazioni differenti. Nidifica in cavità di vecchi edifici, sottotetti o cavità in alberi (Biber, 1990).
Habitat: in periodo riproduttivo frequenta aree calde e aperte, caratterizzate da vegetazione erbacea prevalente e spiazzi con terreno scoperto. Si riscontra in pascoli, praterie, steppe e terreni a coltivazione non intensiva. In Italia meridionale si riscontra in aree steppose cerealicole, con ampie fasce prative e scarsa copertura arbustiva e arborea, sotto i 1000m. In Puglia e Basilicata frequenta per nidificare anche centri urbani.
Dimorfismo sessuale: Marcato dimorfismo cromatico, con sessi facilmente distinguibili anche a distanza. Piumaggi giovanili simili alla femmina.
Dimensioni della popolazione: la popolazione europea può essere valutata in 10.000-17.000 coppie (Tucker & Heat, 1994). Il 90% delle coppie nidificanti si trovano in Spagna e Turchia. Almeno 1000 coppie nidificano in Grecia e oltre 500 in Italia. Chiavetta (1981) ne stima 600 coppie, ma il numero è verosimilmente maggiore, considerate 300 coppie in Sicilia (Massa, 1985) e 100 in Sardegna (Brichetti et al., 1992).
Sex-ratio: non si hanno informazioni in proposito
Comportamento riproduttivo: il Grillaio ritorna dalla migrazione transahariana in marzo-aprile. Gli accoppiamenti si avviano presto e possono protrarsi fino all'inizio di maggio (Massa, 1985). Il luogo dove vengono deposte le uova (in mancanza di un nido vero e proprio, costruito raramente) è molto variabile: anfratti di rocce, cenge, terrazzi naturali, cavità in edifici abbandonati e sottotetti di vecchi edifici. Nelle colonie i nidi possono essere posti a distanza di pochi metri uno dall'altro. La deposizione avviene tra maggio e fine giugno. In caso di fallimento della prima covata ne viene deposta una di rimpiazzo. Nei primi giorni dopo la schiusa i pulli sono coperti dalla femmina, ma successivamente entrambi i genitori provvedono alla loro alimentazione, con picchi di attività nelle ore calde della giornata (massima attività degli Insetti). Non vi sono differenze significative nell'attività del maschio e della femmina (Massa, 1985). I nidiacei di nidi adiacenti possono riunirsi, ma accettano il cibo solo dai rispettivi genitori.
Sviluppo: la dimensione della covata è variabile tra 2 e 8 uova, ma generalmente oscilla tra 3 e 5, con una media di 3.83 (Cramp & Simmons, 1980). L'incubazione dura 28-29 giorni ed è attuata prevalentemente dalla femmina, con brevi intervalli in cui interviene il maschio. Poiché la cova delle uova inizia dopo la deposizione dell'ultimo uovo. La schiusa è sincrona. L'involo avviene dopo circa un mese di vita e la completa indipendenza è raggiunta dopo altre due settimane o più. In Italia meridionale l'involo avviene generalmente in luglio.
Alimentazione: si alimenta di Insetti (80%), Micromammiferi (10%), Rettili (8%) e Uccelli (2%). Tra gli Insetti preda preferenzialmente Ortotteri, con i quali alimenta i nidiacei. Il pasto medio di un Grillaio è stimabile in 12g (Massa, 1981). La tipologia e la biomassa delle prede varia in dipendenza della disponibilità alimentare.
Rapporti con altre specie: è stata confermata la predazione preferenziale a carico dell'Ortottero Ocneridia nigropunctata, ma è verosimile che ciò sia da collegarsi alla situazione locale (disponibilità e mimetismo, Massa, 1983).
Cause del declino
Nei territori riproduttivi la maggiore causa nella diminuzione (e l'attuale principale minaccia) va ricercata nella diminuzione o perdita della disponibilità di cibo in conseguenza delle trasformazioni nelle pratiche agricole, nell'abbandono della pastorizia e agricoltura tradizionali e nell'urbanizzazione delle campagne. In Spagna molti siti riproduttivi sono stati abbandonati in conseguenza della perdita degli habitat trofici (Gonzaléz et al., 1990). In varie regioni francesi la popolazione di ovini è drasticamente diminuita nel corso degli ultimi decenni, permettendo una ricrescita della vegetazione, che ha comportato una diminuzione della popolazione e dell'accessibilità delle cavallette. La perdita di siti riproduttivi in conseguenza del restauro dei vecchi edifici ha un impatto negativo (Gonzaléz et al., 1990), così come l'accumulo di pesticidi nelle uova (Bijlsma et al., 1988). A tale proposito non è ancora chiaro quanto l'utilizzo massiccio di pesticidi in Africa possa incidere in relazione all'accumulo possibile in Europa. La persecuzione diretta ha un'importanza relativamente bassa nella diminuzione degli effettivi (Biber, 1990).
|
|