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POR Puglia 2000-2006 misura 1.6 - Linea di intervento 2
PIANO DAZIONE PER LA CONSERVAZIONE DEL CAPOVACCAIO e
azioni di conservazione del GRILLAIO, NIBBIO REALE e NIBBIO BRUNO
NELLA ZPS p-SIC AREA DELLE GRAVINE |
LAERTE, STORIA DI UN CAPOVACCAIO DALLA GRAVINA DI LATERZA ALL'AFRICA
Questa la storia scritta dalla Provincia di Grosseto sulla liberazione del Capovaccaio
Laerte alla Gravina di Laterza, Oasi LIPU, avvenuta il 2 Agosto scorso.
Andrea Mazza - uff. stampa
Un giovane avvoltoio capovaccaio, nato in cattività in
Toscana, è stato liberato in Puglia grazie ad un accordo tra Provincia di
Grosseto, WWF, Regione Puglia, LIPU e Comune di Laterza.
Avvistato in migrazione
nell'Isola di Marettimo, alle porte dell'Africa, a 650 Km dalla zona di
rilascio.
Il 2 agosto 2004 rimarrà una data storica per gli ornitologi italiani
e per tutti coloro che si battono per la salvaguardia della natura e della
biodiversità a livello europeo.
Quel giorno un giovane capovaccaio maschio nato
in cattività in Toscana è stato liberato in Puglia, per aiutare questa specie di
avvoltoio che in Italia corre il rischio di estinguersi.
Tutto è nato grazie
alla disponibilità dell'Assessore alla Conservazione della Natura della
Provincia di Grosseto, Gian Carlo Bastianini, che ha aderito con entusiasmo alla
richiesta formulata dalla Regione Puglia, Ufficio Parchi e Riserve Naturali, di
liberare nella spettacolare Gravina di Laterza (TA), l'ultimo capovaccaio nato
nel Centro di Riproduzione di Semproniano (GR), centro gestito dal WWF Toscana
per conto della Provincia di Grosseto.
La Gravina di Laterza è un'area protetta
gestita dalla LIPU nella quale è in corso un Progetto POR-Puglia "Piano d'azione
per la conservazione del Capovaccaio nella ZPS-pSic Area delle gravine", curato
dal Comune di Laterza. Quindi un'area dove tutti gli elementi ambientali
giocavano a favore di questa liberazione.
Il primo passo verso la liberazione di
Laerte è stato il suo trasferimento, a circa due mesi di età, da Semproniano a
Laterza effettuato da Guido Ceccolini, direttore del Centro di riproduzione WWF
di Semproniano (GR), non prima di averlo dotato di anelli di riconoscimento a
cura dell'ornitologo Paolo Politi, inanellatore dell' Istituto Nazionale per la
Fauna Selvatica, ente che ha dato parere favorevole all'operazione.
Nella
Gravina di Laterza tutto era stato predisposto dal responsabile dell'Oasi LIPU
Vittorio Giacoia, da Filippo Bellini, responsabile del Progetto POR Capovaccaio,
e da Tonio Sigismondi, naturalista della Regione Puglia, i quali con l'aiuto di
due speleologi avevano preparato un nido in una cavità rocciosa ed individuato
le aree di alimentazione e di controllo.
Il giovane Laerte è stato messo nel
nido, dove è rimasto per circa una settimana, rifornito di cibo ed acqua grazie
ad un sistema che ha evitato il contatto dell'animale con gli esseri umani, e
controllato da una piccola telecamera.
Questo periodo di ambientamento nel nido
è risultato fondamentale perché l'animale memorizzasse l'area circostante e la
riconoscesse come luogo di nascita per tornarvi a nidificare in futuro, come
accade per i giovani capovaccai nati in libertà.
Durante tutto il periodo di
ambientamento uno staff di ricercatori, composto da Guido Ceccolini e Anna
Cenerini del WWF, Vittorio Giacoia e Filippo Bellini della LIPU, Tonio
Sigismondi, ornitologo e consulente della Regione Puglia, e Giovanni Zaccaria,
documentarista, hanno assistito Laerte e seguito ogni suo movimento, ricavando
un'interessantissima mole di dati e immagini video che documentano questo evento
storico, dati utili per futuri rilasci previsti nel meridione d'Italia ed in
Toscana meridionale.
Il 7 agosto Laerte ha finalmente compiuto il suo primo volo
sotto lo sguardo discreto ed emozionato delle persone coinvolte nell'operazione.
Nei giorni seguenti si è alimentato in punti appositamente riforniti di cibo ed
ha via via aumentato la durata dei propri voli e la distanza percorsa; comunque
è sempre tornato nell'area del nido per alimentarsi e riposare, a riprova che il
metodo di rilascio (Hacking) aveva raggiunto il suo scopo.
Interessante l
'interazione con i numerosi rapaci presenti ma soprattutto con un adulto di
capovaccaio che ogni giorno andava a trovarlo, compiendo con lui voli
acrobatici.
Il 22 agosto Laerte, contemporaneamente all'adulto, ha lasciato la
Gravina di Laterza per iniziare un lungo ed avventuroso volo migratorio verso l'
Africa subsahariana.
Con una fortuna davvero insperata l'ornitologo Fabio
Mastropasqua lo ha avvistato il 2 settembre all'Isola di Marettimo, di fronte
alla Tunisia, mentre stava migrando in compagnia di alcuni adulti verso la
Tunisia: una straordinaria conferma che l'azione è pienamente riuscita. Laerte è
stato riconosciuto con certezza per l'anello blu con scritta bianca "IBT" sulla
zampa sinistra e tre penne remiganti decolorate sull'ala sinistra.
La
riproduzione in cattività del capovaccaio è estremamente difficile e richiede
tempi lunghissimi, come avvenne nei primi anni della reintroduzione
dell'avvoltoio gipeto nelle Alpi, ma rappresenta una delle strade da percorrere
per evitare l'estinzione della residua popolazione meridionale, ormai ridotta a
circa quindici coppie, e per ricostituire la popolazione della Toscana
meridionale, scomparsa attorno al 1970.
» IL VIDEO DEL VOLO DI LAERTE
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