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PIANO D’AZIONE PER LA CONSERVAZIONE DEL CAPOVACCAIO e azioni di conservazione del GRILLAIO, NIBBIO REALE e NIBBIO BRUNO NELLA ZPS p-SIC “AREA DELLE GRAVINE”

LAERTE, STORIA DI UN CAPOVACCAIO
DALLA GRAVINA DI LATERZA ALL'AFRICA


Questa la storia scritta dalla Provincia di Grosseto sulla liberazione del Capovaccaio Laerte alla Gravina di Laterza, Oasi LIPU, avvenuta il 2 Agosto scorso.
Andrea Mazza - uff. stampa

Un giovane avvoltoio capovaccaio, nato in cattività in Toscana, è stato liberato in Puglia grazie ad un accordo tra Provincia di Grosseto, WWF, Regione Puglia, LIPU e Comune di Laterza.
Avvistato in migrazione nell'Isola di Marettimo, alle porte dell'Africa, a 650 Km dalla zona di rilascio.

Il 2 agosto 2004 rimarrà una data storica per gli ornitologi italiani e per tutti coloro che si battono per la salvaguardia della natura e della biodiversità a livello europeo.
Laerte in Volo Quel giorno un giovane capovaccaio maschio nato in cattività in Toscana è stato liberato in Puglia, per aiutare questa specie di avvoltoio che in Italia corre il rischio di estinguersi.
Tutto è nato grazie alla disponibilità dell'Assessore alla Conservazione della Natura della Provincia di Grosseto, Gian Carlo Bastianini, che ha aderito con entusiasmo alla richiesta formulata dalla Regione Puglia, Ufficio Parchi e Riserve Naturali, di liberare nella spettacolare Gravina di Laterza (TA), l'ultimo capovaccaio nato nel Centro di Riproduzione di Semproniano (GR), centro gestito dal WWF Toscana per conto della Provincia di Grosseto.
La Gravina di Laterza è un'area protetta gestita dalla LIPU nella quale è in corso un Progetto POR-Puglia "Piano d'azione per la conservazione del Capovaccaio nella ZPS-pSic Area delle gravine", curato dal Comune di Laterza. Quindi un'area dove tutti gli elementi ambientali giocavano a favore di questa liberazione.
Il primo passo verso la liberazione di Laerte è stato il suo trasferimento, a circa due mesi di età, da Semproniano a Laterza effettuato da Guido Ceccolini, direttore del Centro di riproduzione WWF di Semproniano (GR), non prima di averlo dotato di anelli di riconoscimento a cura dell'ornitologo Paolo Politi, inanellatore dell' Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, ente che ha dato parere favorevole all'operazione.
Nella Gravina di Laterza tutto era stato predisposto dal responsabile dell'Oasi LIPU Vittorio Giacoia, da Filippo Bellini, responsabile del Progetto POR Capovaccaio, e da Tonio Sigismondi, naturalista della Regione Puglia, i quali con l'aiuto di due speleologi avevano preparato un nido in una cavità rocciosa ed individuato le aree di alimentazione e di controllo.
Il giovane Laerte è stato messo nel nido, dove è rimasto per circa una settimana, rifornito di cibo ed acqua grazie ad un sistema che ha evitato il contatto dell'animale con gli esseri umani, e controllato da una piccola telecamera.
Questo periodo di ambientamento nel nido è risultato fondamentale perché l'animale memorizzasse l'area circostante e la riconoscesse come luogo di nascita per tornarvi a nidificare in futuro, come accade per i giovani capovaccai nati in libertà.
Durante tutto il periodo di ambientamento uno staff di ricercatori, composto da Guido Ceccolini e Anna Cenerini del WWF, Vittorio Giacoia e Filippo Bellini della LIPU, Tonio Sigismondi, ornitologo e consulente della Regione Puglia, e Giovanni Zaccaria, documentarista, hanno assistito Laerte e seguito ogni suo movimento, ricavando un'interessantissima mole di dati e immagini video che documentano questo evento storico, dati utili per futuri rilasci previsti nel meridione d'Italia ed in Toscana meridionale.
Il 7 agosto Laerte ha finalmente compiuto il suo primo volo sotto lo sguardo discreto ed emozionato delle persone coinvolte nell'operazione. Nei giorni seguenti si è alimentato in punti appositamente riforniti di cibo ed ha via via aumentato la durata dei propri voli e la distanza percorsa; comunque è sempre tornato nell'area del nido per alimentarsi e riposare, a riprova che il metodo di rilascio (Hacking) aveva raggiunto il suo scopo.
Interessante l 'interazione con i numerosi rapaci presenti ma soprattutto con un adulto di capovaccaio che ogni giorno andava a trovarlo, compiendo con lui voli acrobatici.
Il 22 agosto Laerte, contemporaneamente all'adulto, ha lasciato la Gravina di Laterza per iniziare un lungo ed avventuroso volo migratorio verso l' Africa subsahariana.
Con una fortuna davvero insperata l'ornitologo Fabio Mastropasqua lo ha avvistato il 2 settembre all'Isola di Marettimo, di fronte alla Tunisia, mentre stava migrando in compagnia di alcuni adulti verso la Tunisia: una straordinaria conferma che l'azione è pienamente riuscita. Laerte è stato riconosciuto con certezza per l'anello blu con scritta bianca "IBT" sulla zampa sinistra e tre penne remiganti decolorate sull'ala sinistra.
La riproduzione in cattività del capovaccaio è estremamente difficile e richiede tempi lunghissimi, come avvenne nei primi anni della reintroduzione dell'avvoltoio gipeto nelle Alpi, ma rappresenta una delle strade da percorrere per evitare l'estinzione della residua popolazione meridionale, ormai ridotta a circa quindici coppie, e per ricostituire la popolazione della Toscana meridionale, scomparsa attorno al 1970.

» IL VIDEO DEL VOLO DI LAERTE