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"Piano d'azione per la conservazione del CAPOVACCAIO"
 
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Credits: PerlaStudio.COM

HABITAT RUPESTRE Museo Diffuso
 
Unione Europea      Lipu      Comune di Laterza    Regione Puglia
POR Puglia 2000-2006 misura 1.6 - Linea di intervento 2
PIANO D’AZIONE PER LA CONSERVAZIONE DEL CAPOVACCAIO e azioni di conservazione del GRILLAIO, NIBBIO REALE e NIBBIO BRUNO NELLA ZPS p-SIC “AREA DELLE GRAVINE”

ATTIVITA' DI HACKING 2005

Nel Centro di riproduzione del Capovaccaio sono giunti tre pulcini di capovaccaio di origine turca. I tre pulcini, sono nati da uova rubate da un bracconiere in Turchia, portate in Grecia e da qui prelevate da un corriere tedesco, per conto di un trafficante di animali austriaco, e trasferite in nave il 14 maggio scorso sino al porto di Ancona. Questo traffico illegale è stato fortunatamente interrotto al porto di Ancona dalla Guardia di Finanza, dalla Dogana e dal nucleo operativo CITES del Corpo Forestale di Ancona, che hanno sequestrato 8 uova di capovaccaio e 4 di cicogna nera. Tre delle uova di capovaccaio sono riuscite a schiudersi presso il Parco-Zoo di Falconara e successivamente affidati al Centro di Semproniano.
Il pulcino “maggiore”, di circa 18 giorni, al momento della consegna ormai totalmente abituato al contatto con l’uomo (imprintig), non potrà essere liberato ma è stato inserito nel progetto di riproduzione in cattività. Il pullus “mediano” (chiamato Alì) fu affidato subito alle cure della coppia di Capovaccai Modesto ed Elena che lo ha immediatamente adottato. Il pulcino più piccolo (Turchino) è stato allevato per circa 10 giorni dai responsabili del centro e poi è stato anch’esso affidato a Modesto ed Elena. L’adozione, perfettamente riuscita, ha permesso ai due pullus turchi di non avere problemi di addomesticamento che potrebbero alterarne il comportamento e compromettere la possibilità di liberarli.
Visto il successo dell'adozione, la Procura della Repubblica di Ancona ha l'autorizzato la liberazione da effettuarsi nella Gravina di Laterza, secondo il protocollo Hacking già positivamente collaudato con la liberazione di Laerte nel 2004.
I giovani maschi di capovaccaio prima del loro trasferimento da Semproniano a Laterza sono stati inanellati con anello metallico INFS ed anello in plastica blu con la scritta bianca "ICB” (Alì) e “ICC”(Turchino), e sono state decolorate alcune penne remiganti dell'ala per facilitarne il loro riconoscimento in volo (Fig. 4).

Fig. 4 Schema di riconoscimento dei marcatori predisposti
Fig. 4 Schema di riconoscimento dei marcatori predisposti


Il sito è stato allestito in modo da poter fornire dal piano campagna, cibo ed acqua a giovani capovaccaio mediante due tubi posizionati lungo la parete della gravina in modo da evitare qualsiasi contatto tra gli operatori e i giovani durante la sua permanenza nel nido.

All’interno del nido è stata posizionata una telecamera b/n per poter controllare gli animali all’interno del nuovo nido allestito. Inoltre è stata posizionata una rete di protezione nella parte anteriore della cavità per evitare che potessero involarsi durante l’operazione di immissione nel nido, quando ancora non sarebbero ancora stati pronti per l’involo e senza aver prima ben memorizzato l’area di rilascio (fig. 5).

Fig. 5  Nido allestito su parete
Fig. 5 Nido allestito su parete


A circa 60 giorni i due giovani, inanellati e con alcune penne decolorate, sono stati caricati su di un elicottero (fig. 6) messo a disposizione del Corpo Forestale dello Stato, e trasportati da Semproniano (GR) all'Oasi LIPU Gravina di Laterza (TA).

Fig. 6  Arrivo all’Oasi LIPU della Gravina di Laterza dei due  giovani Capovaccai
Fig. 6 Arrivo all’Oasi LIPU della Gravina di Laterza dei due giovani Capovaccai


Una volta giunti a Laterza, prima del rilascio, sulla timoniera centrale dei due individui di Capovaccaio, è stata posizionata una radio trasmittente, per poterli seguire più facilmente durante la fase di involo ed eventualmente poterli recuperare qualora fossero sorti problemi.
Immediatamente dopo i due giovani sono stati subito inseriti nella cavità predisposta, dotata di telecamera di controllo (Fig. 7).

Fig. 7 Monitor di controllo della cavità naturale in parete,  allestita come hacking box
Fig. 7 Monitor di controllo della cavità naturale in parete, allestita come hacking box


Per i primi 10 giorni gli individui sono rimasti nel nido allestito con un controllo continuo dalle 06.00 del mattino fino al tramonto. Le osservazioni sono state condotte dal monitor collegato alla telecamera posizionata nel nido e da una postazione nascosta sul versante opposto della gravina.
Durante questa fase, si è proceduti ad alimentare i giovani di capovaccaio, fornendo loro tramite i tubi predisposti circa 200 gr di carne /gg. e l’acqua.
Durante questo periodo i giovani hanno trascorso molto tempo a osservare il nuovo ambiente e ad effettuare gli esercizi classici di preparazione al volo e potenziamento della muscolatura alare.
Dopo 10 giorni di ambientamento, è stata tolta la rete ed i giovani Alì e Turchino hanno lasciato, in tempi diversi, la cavità involandosi.
Dopo due giorni dalla rimozione dalle rete è avvenuto il primo volo di Alì, e dopo altri tre giorni è avvenuto l’involo del più piccolo della covata, Turchino.
A differenza dell’esperienza svolta nel 2004, si è notato una migliore capacità di volo già dalle primissime fasi dei due giovani turchi, rispetto al giovane rilasciato nel 2004, riconducibile all’età diversa, superiore di circa 15 giorni al momento della rimozione della rete.
I due hanno continuato a restare vicini anche dopo l’involo (fig. 8), allontanandosi gradualmente dalla cavità nido, cosi come avviene in natura. Durante questi giorni l’alimentazione è avvenuta lasciando la carne su rocce a distanze man mano maggiori dal nido, imitando il comportamento che i genitori hanno in natura per spingerli a volare e ad esplorare nuove aree.
Il 6 settembre Alì ha iniziato la migrazione, seguito il giorno dopo da Turchino.

Fig 8. I  due giovani avvoltoi, prima della partenza, posati sul ciglio della gravina
Fig 8. I due giovani avvoltoi, prima della partenza, posati sul ciglio della gravina